Il neoeletto sardo che batte il M5S: si stanno sgonfiando e anche alla svelta

Frailis: Ho incontrato migliaia di persone, nei mercati, nelle case, ho suonato qualche campanello… E la gente queste parate e le fanfare, tutto felpe militari e altro, non le ha gradite. Dopo i primi mesi, le persone hanno capito che il reddito di cittadinanza produrrà la metà dell’assegno promesso e che la platea dei pensionandi sarà ridotta. E questo ha pesato

L’intervista di Carlo Bertini a Andrea Frailis, La Stampa, 22 gennaio 2019

Allora on. Frailis, dopo aver vinto le elezioni suppletive a Cagliari – nonostante la calata di Di Maio e Salvini – con oltre il 40 per cento, si sente come Davide che con la fionda sconfisse Golia? «Ho alle spalle una coalizione armata di argomenti ben più potenti di una fionda e poi il gigante si è presentato con i piedi di argilla. Complicato batterli perché venivamo da una sconfitta pesante, ma partendo venti punti sotto, li abbiamo distanziati di diverse lunghezze. Certo, siamo stati favoriti dal clima verso questo governo…».

Dice che la gente è già stufa o che il palloncino si sta sgonfiando, come sostiene Renzi? «Assolutamente sì e anche in maniera più repentina del previsto. Il governo perde consensi e credibilità, non avrei creduto se non avessi toccato con mano. Ci sono sezioni del centro storico dove ho preso più voti io di loro, Lega e M5s, messi insieme. Non si deve cedere alla rassegnazione, tutto è possibile. Le suppletive non sono i tempi supplementari del 4 marzo, partiamo da zero, non ci sono rendite di posizione. Si sono cullati sugli allori e hanno perso male».

Come spiega l’aver battuto i Salvini, Di Maio e Berlusconi che sono venuti a sfidarla sul suo terreno? «Nell’aver interpretato il sentimento della popolazione. Ho incontrato migliaia di persone, nei mercati, nelle case, ho suonato qualche campanello… E la gente queste parate e le fanfare, tutto felpe militari e altro, non le ha gradite. Dopo i primi mesi, le persone hanno capito che il reddito di cittadinanza produrrà la metà dell’assegno promesso e che la platea dei pensionandi sarà ridotta. E questo ha pesato».

Come va letto il dato eclatante dell’astensione (ha votato solo il 15,54%)? «Gli elettori bisogna motivarli. E lavorare perché riacquistino il rispetto delle istituzioni. Se i politici insultano tutti, dal capo condomino al presidente della repubblica, dal “vaffa” di Grillo in poi, come si fa a chiedere anche a un ragazzo che vota la prima volta di votare per istituzioni svilite ogni giorno?»

La sua coalizione è un esempio di unità, come vedrebbe una lista unica a livello nazionale per le europee? «Sono più per una federazione, una lista unica mi sembra un salto in avanti azzardato. Aver parlato di progressisti di Sardegna, una coalizione non presente da altre parti, è stata una scelta vincente, come non aver voluto nessuno dei big nazionali. Ora in Parlamento mi batterò per la lotta alla dispersione scolastica in cui abbiamo il primato nazionale. E per la partita dell’energia che è drammatica nella nostra terra».

Da quanto tempo è iscritto al Pd? «Sono iscritto da poco più di due mesi e ho una storia che viene dalla sinistra, stavo col Pci da ragazzo, poi non ho mischiato la politica con la professione e non ho avuto tessere di partito».

E come si orienta al congresso, per chi voterà? «Mi pare di avere più attinenza con la mozione Zingaretti».

E dell’ex leader Renzi cosa pensa? «La sua stagione è stata una grande opportunità ma anche un enorme scudo sul quale sparare. Ha precorso i tempi e questo ha irritato molti».

Per commentare