Landini, il 3 marzo e la vocazione all’isolamento di una parte del Pd

Rigeneriamo nel PD la capacità di ascolto, di confronto e di elaborazione, per farci uscire da questa fase di marginalità vissuta in solitudine, rivendicata peraltro con strafottente arroganza

di Marco Miccoli

(FOTO ANSA)

Una parte del PD, quella che fa riferimento al candidato alla segreteria Roberto Giachetti, ha già iniziato ad attaccare il nuovo segretario generale della CGIL, Maurizio Landini. Lo fa soprattutto sulla base di un ordine del giorno sul Venezuela approvato durante il congresso della CGIL e su un passaggio nel discorso di Landini, in cui il neo segretario critica il Jobs Act.  Va detto, che il giudizio negativo della CGIL e dello stesso Landini, nei confronti del Jobs Act, è stato espresso sin dal varo della legge, non certo adesso.

L’intervento finale di Landini al congresso è stato, invece, un ottimo intervento. Un discorso articolato e completo.

Landini, ha attaccato duramente il governo, ha parlato di unità sindacale, di riforma dei contratti, di legge sulla rappresentanza, di produzione e infrastrutture.

Ma quella parte del PD, preferisce la polemica spicciola su due questioni, una, il giudizio sul Jobs Act, scontata, l’altra, un odg, francamente marginale rispetto al messaggio che arriva dalla chiusura unitaria del congresso e del discorso di Landini. Una polemica inutile e dannosa.

Questo atteggiamento, la rinuncia ad un confronto di merito con il sindacato più grande e rappresentativo del paese, la mancanza di rispetto per il suo dibattito interno, e la mancanza di volontà nel ricercare punti di convergenza, è lo stesso atteggiamento che ci ha portato all’isolamento. È stata, questa, una sorta di vocazione, in questi anni.

È anche questo che alle primarie del PD siamo chiamati a superare.

Rigeneriamo nel PD la capacità di ascolto, di confronto e di elaborazione, per farci uscire da questa fase di marginalità vissuta in solitudine, rivendicata peraltro con strafottente arroganza

Perciò, tutti ai gazebo il 3 marzo.
Cambiamo tutto!

 

 

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