L’economia non è un gioco: bisogna lavorare seriamente per tutelare i più deboli

Bisogna potenziare la scuola e le università, dove siamo ultimi in tutto il mondo avanzato; una politica industriale che promuova l’innovazione e faccia crescere le imprese; investire nelle infrastrutture digitali e di trasporto, a Nord come a Sud. Tutto quello che questo governo si è dimenticato

di Emanuele Felice, economista e storico Università D’Annunzio, autore della “Storia economica della felicità”, il Mulino

L’economia non è un gioco. Giunti alle soglie di una nuova recessione, le grottesche dichiarazioni dei leader Cinquestelle su un nuovo miracolo economico certificano solo la loro impreparazione, ad affrontare i problemi più seri che affliggono gli italiani.

Più che parlare a vanvera bisogna lavorare seriamente, per tutelare i più deboli e per rendere più forte l’economia italiana: potenziare la scuola e le università, dove siamo ultimi in tutto il mondo avanzato; una politica industriale che promuova l’innovazione e faccia crescere le imprese; investire nelle infrastrutture digitali e di trasporto, a Nord come a Sud. Tutto quello che questo governo si è dimenticato.

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