L’Italia del Servizio Civile

La costruzione di una società diversa, più aperta, tollerante, solidale, eguale ed il progresso culturale, sociale ed economico del Paese passano attraverso il servizio civile perché il portato di esperienza di cittadinanza attiva che accumulano i ragazzi in formazione, la fase nella quale si acquistano le proprie consapevolezze, ha un valore inestimabile. Questo è l’impegno che chiediamo

di Matteo Zocchi

Dal sociale alla cultura, dall’educazione all’accoglienza, dall’ambiente al turismo, il volontario in servizio civile compie un’azione concreta e trasversale per la comunità e il territorio nel quale è impiegato contribuendo a rendere il paese e la città una comunità di persone, un aggregato di cittadinanza attiva, non più una sommatoria di egoismi.

Per un anno il giovane volontario ha la possibilità di servire il Paese, all’interno del mondo del terzo settore, di associazioni, non profit, cooperative, pubbliche amministrazioni, non con le armi ma mettendosi in gioco con un atto di amore e di solidarietà verso il prossimo contribuendo al potenziamento degli strumenti di welfare.

Attualmente è carente -anche e soprattutto tra le giovani generazioni- la percezione del valore del bene comune da costruire insieme, del valore di assumersi -nell’epoca della lotta senza quartiere alle classi dirigenti- le responsabilità, del valore di partecipare al miglioramento della vita sociale, culturale, politica.

E, d’altronde, le stesse classi dirigenti “sottovalutano” spesso il valore e la rarità di mettere attorno ad un tavolo dei ragazzi che, se non stimolati nel modo adeguato o se non particolarmente sensibili al tema, mai penserebbero di avvicinarsi alla cosa pubblica o al miglioramento della stessa percependola come ormai lontana… perduta.

Il Servizio civile permette a entrambi di viaggiare controcorrente, dando ai giovani un’occasione di formazione e di crescita personale e professionale, mettendoli al centro dell’azione amministrativa e politica facendoli uscire da quel guscio ovattato di mitologia giovanilistica che in ogni campagna elettorale il candidato di turno declama, e alle classi dirigenti di valorizzarne le biografie, le attitudini, i desideri e la voglia di cambiamento, contaminandosene.

Ogni anno più di 100.000 giovani fanno domanda per il servizio civile ma le risorse stanziate (200 milioni nella scorsa finanziaria) sono sufficienti per appena 35mila volontari in Italia e 1.000 all’estero, contro i 53mila volontari avviati nel 2018 (Governo Gentiloni).

C’è bisogno di un investimento importante, le risorse stanziate coprono un terzo della domanda.
Un paese che possa ripartire dai suoi giovani nei fatti, e non nei proclami, ha bisogno del servizio civile e del protagonismo delle giovani generazioni.

  • Bisogna garantire 500 milioni di investimento per allargare la platea dei volontari e permettere a tutti di partecipare ai bandi annuali.
  • Contestualmente bisogna cercare di valorizzare all’interno del mondo del lavoro le competenze acquisite nell’anno di servizio civile studiando un sistema di premialità per le imprese che assumono gli ex volontari.
  • Per aumentare ancora di più la platea dei volontari vogliamo promuovere, soprattutto all’interno delle scuole superiori, la reintroduzione di corsi di educazione civica portati avanti dai volontari in servizio che potranno raccontare la propria esperienza maturata “sul campo” coadiuvati dagli insegnanti, in una contaminazione tra teoria, pratica ed età e culture differenti di cui potranno beneficiare tutti.

Un paese pieno di umanità, coeso, cooperante è un paese più forte.

La costruzione di una società diversa, più aperta, tollerante, solidale, eguale ed il progresso culturale, sociale ed economico del Paese passano attraverso il servizio civile perché il portato di esperienza di cittadinanza attiva che accumulano i ragazzi in formazione, la fase nella quale si acquistano le proprie consapevolezze, ha un valore inestimabile.
Vogliamo tornare a sentirci una comunità, un luogo nel quale si rema tutti dalla stessa parte, un luogo in cui le persone guardandosi tra loro non scorgono un rivale, un nemico, un estraneo, bensì un amico, un fratello, un collega.

Questo è l’impegno che chiediamo.

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