Nasce Piazza Grande contro le mafie

Siamo iscritti e non iscritti al Partito Democratico e ci unisce la convinzione che Piazza Grande possa rappresentare un’opportunità importante per avviare quel processo necessario di rigenerazione della sinistra. Ora più che mai occorre dare vita con umiltà e generosità ad un campo largo di un nuovo centrosinistra, plurale, partecipativo e inclusivo che ricostruisca le ragioni di un rinnovato impegno per l’uguaglianza, l’economia giusta e la legalità

La lotta alle mafie deve essere una priorità dell’azione politica. Una priorità della nostra azione politica nel nome di Pio La Torre e Piersanti Mattarella che hanno pagato con la vita il loro agire politico contro la mafia. E non possiamo dimenticare le oltre 900 vittime innocenti di mafie, magistrati, forze di polizia, giornalisti, sindacalisti che solo per aver fatto il proprio dovere sono stati uccisi dalle mafie.

Una nuova strategia di contrasto deve concentrarsi sulle aree di “vulnerabilità” del sistema, nei diversi ambiti della vita economica, sociale e istituzionale chiamando a raccolta i saperi e le belle energie che in questi anni si sono formate e mobilitate con passione e generosità nelle Università, nelle scuole, nel giornalismo, nei Centri di Ricerca, nell’associazionismo antimafia, nella Pubblica Amministrazione cosi come nei lavori degli “Stati Generali della Lotta alle Mafie” promossi nella scorsa legislatura dal Ministero della Giustizia.

Negli ultimi trent’anni, lo Stato italiano si è dotato di una legislazione antimafia efficace e invidiabile che è servita grazie alla Magistratura e alle Forze di Polizia a sconfiggere la strategia stragista e ad a indebolire fortemente  l’ala violenta e militare delle organizzazioni mafiose.

 Rifiutiamo con forza l’idea dell’invincibilità delle mafie.

La mafia in questi anni si è trasformata mantenendo vecchie e antiche ritualità criminali. Dobbiamo studiarla bene nelle sue trasformazioni coinvolgendo l’opinione pubblica e soprattutto i giovani in un nuovo impegno antimafia.

Le mafie sono diverse ma hanno un comune modello. Danno vita a Organizzazioni peculiari che sanno integrarsi in più livelli di azione:

– quello dell’esercizio della violenza e dell’azione militare, che non viene mai meno;

– quello sociale e culturale, creando un certo “sentire mafioso” che è ancora radicato in alcuni territori e quartieri a rischio con una certa espansione in aree del Centro Nord del Paese;

– quello delle collusioni diffuse con l’economia, con una proiezione sempre più raffinata nell’economia finanziaria;

– quella della collusione devastante con settori della politica, delle Istituzioni e della burocrazia.

Sono tutte funzioni presenti nell’Organizzazione mafiosa, mai nessuna di loro viene messa da parte, semmai viene usata quella che di volta in volta conviene mostrare e usare, ma l’interlocutore dei mafiosi sa bene che sono tutte pronte ad agire.

Le Organizzazioni mafiose sono inoltre capaci di agire sia nel territorio sia nei circuiti della globalizzazione. 

Una nuova strategia di contrasto alle mafie ha bisogno di una straordinaria ordinarietà dell’azione pubblica, nella promozione e nella difesa degli interessi collettivi. Le mafie si battono ricostruendo uno Stato sociale: un settore pubblico più forte ed efficiente non solo è necessario allo sviluppo ma è anche la prima garanzia di legalità, per sbarrare le porte alle mafie .Le mafie si combattono con uno Stato che promuova partecipazione e dibattito pubblico sugli investimenti strategici da riavviare, che rilanci le politiche industriali per ridefinire il modello di specializzazione, che punti sulla qualità del capitale umano impegnato nei processi produttivi.

Il rispetto della legalità costituisce prima di tutto un valore etico e morale, un pilastro insostituibile per ogni convivenza civile e un fondamentale valore economico, in quanto condizione necessaria per lo sviluppo, la crescita e la competitività dei territori, a tutela della libertà degli operatori economici, della sana concorrenza del mercato e della buona occupazione

Una moderna strategia Antimafia deve pertanto avere le seguenti caratteristiche: 

– progettuale e costante per superare i caratteri emergenziali;

– integrata e a più funzioni: quella repressivo-giudiziaria, quella sociale-culturale, quella economico-finanziaria, quella Politico-Istituzionale.

Ogni funzione è decisiva e vanno attivate in termini integrati e cooperativi. Così anche una efficace lotta alle mafie deve sempre agire tanto sul versante territoriale che su quello globale per colpire e prevenire la tendenza espansionistica delle mafie.

Una nuova consapevolezza della lotta alle mafie dovrà fondarsi sulla diffusione di buone pratiche istituzionali e sociali, sulla promozione di azioni fortemente connotate dal punto di vista culturale.

Le mafie si rigenerano costantemente nella crisi della democrazia.

I  processi di crescente personalizzazione della politica, alimentati dalla denigrazione degli apparati amministrativi e dallo svilimento delle organizzazioni intermedie, hanno contribuito a rendere ancora più vulnerabili le istituzioni e ad esporre politici e amministratori, a livello centrale e locale, al ricatto dei portatori di interessi. E qui vorremmo ricordare i tanti amministratori locali che svolgono con rigore il proprio compito per la legalità, spesso minacciati e lasciati soli.

La risposta non può che consistere nella rivitalizzazione delle organizzazioni sociali e nella ricostruzione di un solido sistema dei partiti, capace di soddisfare la missione costituzionale di organizzazione della vita democratica e di selezione della classe dirigente. una legislazione sui partiti in attuazione dell’art. 49 della Costituzione, che preveda il rafforzamento dei controlli finanziari, la regolazione giuridica delle fondazioni, l’obbligatorietà di criteri trasparenti di selezione.

La sfida è di ridurre e chiudere i “varchi” nella vita istituzionale, economica e sociale attraverso cui le mafie si espandono al sud come al centro nord

Facciamo nostre le parole di Papa Francesco che ha pronunciato  in un’udienza di fronte alla Commissione parlamentare Antimafia   “lottare contro le mafie significa non solo reprimere. Significa anche bonificare, trasformare, costruire”. E poi rivolgendosi alla politica ha continuato “La politica autentica, quella che riconosciamo come una forma eminente di carità, opera per assicurare un futuro di speranza e promuovere la dignità di ognuno. E proprio per questo sente la lotta alle mafie come una sua priorità, in quanto esse rubano il bene comune, togliendo speranza e dignità alle persone”.

Non ci sarà mai nessuna legge che consentirà di fare piena luce sul ruolo, sulla funzione, sulla storia dei singoli candidati che proponiamo alle elezioni. Soltanto una comunità che discute, la trasparenza nei processi di selezione delle classi dirigenti è in grado di limitare questo rischio. Liste fatte all’ultimo momento per inseguire il consenso, dove il trasformismo si lega a forme di clientelismo, ,sono l’anticamera delle forme di penetrazione e di infiltrazione. Non si tratta di essere moralisti ma di guardare in modo funzionale e critico a ciò che è avvenuto nel corso di questi anni.

Se la mafia è un fenomeno di classi dirigenti, come ci ha insegnato Pio La Torre, anche la lotta alla mafia non può fare a meno di classi dirigenti forti, autorevoli, impegnati su questo fronte.

Su questo dobbiamo investire molte delle nostre energie. 

Noi pensiamo che tutto questo sia essenziale. E che sia essenziale accompagnare questo processo di ricostruzione promuovendo una rigenerazione dell’etica pubblica e una moralità della politica in attuazione dei principi di disciplina ed onore nell’adempimento delle funzioni pubbliche sanciti dagli articoli 54 e 97 della Costituzione.

Proponiamo un Piano d’Azione Antimafia in grado di attivare tutti i versanti, dai Circoli del pd  a tutti i livelli Istituzionali (Comuni, Regioni, Parlamento Nazionale, Europa ) a cui chiederemo di organizzare delle Sessioni specifiche dove dovranno presentarsi degli impegni concreti e verificabili. Alcune priorità che riteniamo indispensabili riguardano un intervento sui quartieri a rischio sui quali investire con un Piano di Riqualificazione Sociale e Urbana senza precedenti, un monitoraggio per l’implementazione del Codice Antimafia alla luce delle più recenti norme e un impegno per il riutilizzo sociale dei beni confiscati

Siamo iscritti e non iscritti al Partito Democratico e ci unisce la convinzione che Piazza Grande possa rappresentare un’opportunità importante per avviare quel processo necessario di rigenerazione della sinistra. Ora più che mai occorre dare vita con umiltà e generosità ad un campo largo di un nuovo centrosinistra, plurale, partecipativo e inclusivo che ricostruisca le ragioni di un rinnovato impegno per l’uguaglianza, l’economia giusta e la legalità.

È per queste ragioni che scegliamo di sostenere la proposta politica di Nicola Zingaretti di cui riconosciamo la coerenza e la continuità nell’impegno contro le mafie, prima come esponente politico e successivamente come amministratore pubblico, realizzando   azioni di governo concrete contro la criminalità organizzata e la corruzione.

Proponiamo questo contributo aperto alle adesioni di chi vuole condividere con noi Piazza Grande contro le Mafie come un luogo di riflessione e impegno da cui far emergere suggerimenti, suggestioni e proposte da consegnare a Nicola Zingaretti nel corso di un’iniziativa pubblica che faremo a febbraio

Ci rivolgiamo ai parlamentari ,ai tanti esponenti dei Comuni e delle Regioni impegnati nell’azione di governo contro le mafie, alle energie generose dell’antimafia sociale, agli operatori del terzo settore, ai docenti e agli studenti delle scuole e delle università, ai tanti cittadini che vogliono  liberare l’Italia dalle mafie.

Primi firmatari: Franco La Torre, Davide Mattiello, Enzo Ciconte, Leo Nodari, Gianpiero Cioffredi

Per adesioni piazzagrandecontrolemafie@gmail.com

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