Nuovo PD e lista unitaria non contrapposti ma progetti complementari

Io sono stato il primo capogruppo a Bruxelles (come europarlamentare, ndr) di “Uniti nell’Ulivo” e quel progetto, sotto la spinta di Romano Prodi, fu fecondo perche’ vero, ancorato a una proposta di radicale cambiamento  della politica e della societa’ che poi porto’ addirittura alla nascita del Pd.

Ora non vanno messi in contrapposizione il processo di cambiamento, direi di necessaria rifondazione del Pd, con il progetto di una lista unitaria alle elezioni europee.

Le sfide sono complementari e si intrecciano”. Cosi’ in una nota Nicola Zingaretti, governatore del Lazio e candidato alla segreteria del Pd, parlando della proposta di Carlo Calenda. “Noi abbiamo bisogno di una ricollocazione strategica del Pd nella societa’ italiana e della sua radicale riforma, proprio per superare insieme una stagione che alla fine ci ha isolato troppo nella societa’.

La proiezione del nuovo Pd verso il progetto unitario con una piattaforma di radicale innovazione e cambiamento dell’Europa e’ parte di questo progetto – prosegue Zingaretti -. Senza il rinnovamento del solo partito radicato nel campo democratico, con tutti i limiti che puo’ avere, la stessa lista unitaria ne uscirebbe indebolita: un vestito nuovo per corpi vecchi. Esperimento che non avrebbe alcuna capacita’ di strutturare nel profondo dell’animo degli italiani quegli elementi indispensabili di resistenza e di riscatto rispetto all’ondata di destra, xenofoba e sovranista.

Io credo negli Stati Uniti d’Europa e sono cosciente che a questo progetto occorre dare gambe forti. Per questo occorre rispetto. Noi dovremo unire forze diverse, convinte e non costrette a farlo.
Perche’ la lista che dovremo costruire sara’ una credibile operazione di rinnovamento nella societa’ solo se sara’ un reale risultato del rinnovamento della politica.

Andiamo avanti senza sospetti e polemiche, ma con spirito unitario costruiamo per far vincere le nostre idee”

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