Uno dei molti motivi per i quali ho scelto di appoggiare Nicola Zingaretti è il linguaggio!

di Laura Onofri

Uno dei molti motivi per i quali ho scelto di appoggiare Nicola Zingaretti è il linguaggio!

La crisi che la democrazia sta vivendo sembra ricalcare la crisi del linguaggio della nostra società, perché il linguaggio è lo strumento fondamentale attraverso il quale la democrazia si dispiega.

Il linguaggio usato da Zingaretti, nella sua mozione, nei suoi incontri, durante le interviste è inclusivo, non discriminatorio e ha non solo una funzione comunicativa del suo pensiero, ma si fa strumento utile all’interpretazione della realtà.

La scelta, non casuale, di alcune parole che ricorrono nel suo documento ha un ‘ importanza fondamentale…a cominciare dal titolo:

E’ tempo di scegliere. Prima le persone. Rimettere al centro le persone sembrerebbe scontato, ma non lo è! Giovani disoccupati e precari, donne penalizzate in tanti contesti, anziani che vivono in povertà, famiglie che stentano ad arrivare  a fine mese, sono stati per troppo tempo dimenticati da una politica ingiusta e iniqua, vittime di disuguaglianze sociali.

Ascolto e confronto, due parole spesso dimenticate in questi anni, in cui si è spezzato il dialogo con la società, con i corpi intermedi, con le tante realtà civiche, perché, come dice Zingaretti, ha prevalso il nostro isolamento settario.

Ma la parola che più mi ha emozionata è femminismo, parola a volte percepita con sospetto o considerata desueta, che invece Zingaretti non ha avuto timore di usare. Perché di femminismo oggi abbiamo ancora molto bisogno. Infatti se il femminismo del Novecento e quello del Ventesimo secolo hanno prodotto cambiamenti epocali, non possiamo non accorgerci che nel nuovo millennio le lotte delle donne non sono finite e che spesso si rischia di tornare indietro.

La libertà femminile vive nel mondo e nel nostro Paese, ma si scontra con resistenze paternalistiche ed una cultura ancora troppo maschilista.

Riconoscere che un nuovo femminismo si sta facendo strada anche nel nostro Paese e che non possiamo rimanere indifferenti a movimenti come il #metoo o a Non Una di Meno, significa aver compreso le mutazioni che le nuove generazioni stanno apportando ed essere consapevoli della realtà che  sta cambiando e capirne le istanze e le richieste.

Un partito progressista deve dare le risposte su come difendere e promuovere l’autodeterminazione delle donne in un tempo in cui l’avanzata di forze conservatrici ed integraliste mira a riportare indietro di decenni la nostra società.

La mozione nel capitolo “Per una nuova stagione di diritti, di parità, di inclusione” dedica a questi temi un grande spazio e delle risposte assolutamente condivisibili. Ma tutta la mozione, ed è questo importante e innovativo,  è scritta avendo ben chiaro che il Paese, la società, non potranno fare grossi passi avanti se non si riuscirà a mettere al centro  dell’agenda politica la reale parità tra donne e uomini e se non si riuscirà a produrre quel cambiamento culturale che da troppo tempo aspettiamo insieme a politiche concrete che annullino le discriminazioni e le disuguaglianze.

Con Nicola Zingaretti per cambiare!

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